Monday, 10 November 2008
Saturday, 8 November 2008
percorso manifestazione 14 Novembre
Visualizzazione ingrandita della mappa
VR
Se guardiamo le tabelle della finanziaria 2009, come per l’università abbiamo scoperto che il taglio al fondo di finanziamento ordinario è ben superiore a quanto previsto nella legge 133 ed arriva nel 2011 ad un terzo, considerando il valore reale, vediamo che tutti gli enti di ricerca sono meno finanziati del passato. Indichiamo di seguito alcuni dati, lasciando al lettore l’onere di fare somme e percentuali.
Enti vigilati dal MIUR
Si passa da 1.846.777 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 1.7444.455Me (2009 da Finanziaria 2009) con un taglio di 102.322 Me, pari a circa il 5%,
per ritornare nel 2011 a 1.862.093 Me.
ENEA
Si passa da 195.857 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 173.160 Me (2009 da Finanziaria 2009) con un taglio di 22.697 Me, pari a circa il 12%,
per ritornare nel 2011 a 197.862 Me.
In questi due casi il taglio è immediato, anche se si promette di aumentare i fondi in futuro.
ISTAT
Si passa da 174.227 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 174192 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 153676 Me (2010 e 2011 da finanziaria 2009).
ISAE
Si passa da 11.825 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 11.518 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 10.928 Me (2010 e 2011 da finanziaria 2009).
ISS
Si passa da 98.536 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 106.501 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 97.932 Me (2010 e 2011 da finanziaria 2009).
ISPESL
Si passa da 64.564 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 66.217 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 60.603 Me (2010 e 2011 da finanziaria 2009).
APAT
Si passa da 82.475 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 80.441 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 77.070 Me (2010 da finanziaria 2009)
ed a 74.643 (2011 da Finanziaria 2009).
In questo caso ci si dimentica che non esiste più APAT, mentre ISPRA ingloba oltre ad APAT anche INFS ed ICRAM e quindi avrebbe bisogno di più risorse.
CRA
Si passa da 98.531 Me (2009 da Finanziaria 2008) a 96.195 Me (2009 da Finanziaria 2009)
e poi a 89.954 Me (2010 e 2011 da finanziaria 2009).
I tagli quindi sono per tutti e si aggiungono ai vincoli posti per assunzioni e stabilizzazioni, con il risultato che l’attività per rispettare le diverse missioni degli enti risulta sempre più difficile da realizzare.
Anche questo è un modo per impedire lo sviluppo del paese e per rendere sempre peggiore il futuro per tutti i cittadini.
Per questo manifesteremo e sciopereremo tutti il 14 novembre
ROMA - Il decreto legge sull'Università varato oggi dal Consiglio dei Ministri dà una boccata d'ossigeno agli Atenei.
Concorsi più trasparenti. Finora la commissione era formata da un membro interno e 4 membri eletti. Le nuove modalità prevedono che sarà eletto un pool molto ampio di professori all'interno del quale poi saranno estratti a sorte coloro che faranno parte della commissione che giudicherà. "Si evita così - spiega il ministero - il rischio di predeterminare l'esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare".
Con conti in rosso niente assunzioni. Si pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università. Da oggi gli atenei con bilanci in perdita non potranno bandire concorsi per docenti o personale amministrativo.
Dal 2009, tremila posti in più per ricecatori. Ci sono 150 milioni di euro per favorire il turn over.
L'obiettivo è quello di favorire l'assunzione di giovani e diminuire l'età media dei docenti italiani. Incentivi dunque alle Università per favorire il pensionamento e l'assunzione di giovani docenti. Gli atenei potranno anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori arrivando quindi a 2 giovani ricercatori per ogni docente in pensione. Almeno il 60% delle assunzioni devono essere destinate ai nuovi ricercatori e le università che rinunceranno a trattenere i docenti oltre i 70 anni di età possono raddoppiare il numero dei posti per ricercatori.
Agli atenei migliori 500 milioni di euro. Cinquecento milioni di euro (cioè il 5% del Fondo del Finanziamento Ordinario) saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica migliori. Le università più virtuose saranno individuate attraverso i parametri di valutazione Civr, Cnvsu e modelli internazionali.
Soldi a chi elimina corsi inutili. Saranno premiate con più finanziamenti, trasferiti direttamente dal ministero, le università che ridurranno sedi distaccate non funzionali e corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro.
Enti ricerca esclusi da blocco assunzioni. Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni che è entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche.
Concorsi già banditi fuori da turn over. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over. 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del turn over.
Per studenti meritevoli 135 milioni di euro. Un incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Nel 2009-2010, con il nuovo finanziamento, tutti gli idonei in Italia avranno la borsa di studio e l'esonero dalle tasse. Sono 180 mila oggi i ragazzi idonei a ricevere la borsa di studio e l'esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono.
Residenze universitarie, 65 milioni. Sessantacinque milioni di euro sono destinati a nuove strutture. Si prevedono 1700 posti letto in più per studenti universitari.
Thursday, 6 November 2008
manifestazione del 14 Novembre a Roma
Wednesday, 5 November 2008
manifestazione del 7 a Bari
La Puglia dice “no” alla 133. E' stata fissata per il 7 novembre a Bari la prima grande manifestazione regionale che coinvolgerà l'intero mondo dell'istruzione pubblica pugliese. Migliaia di studenti medi e universitari, docenti, ricercatori, precari e non, si ritroveranno nella mattinata di venerdì, alle 11, in piazza Umberto I, per difendere il diritto allo studio per tutti e la possibilità di fare ricerca di qualità anche e soprattutto in ambito pubblico.
Quello che si rivendica non è che il rispetto di diritti fondamentali che stanno alla base della vita democratica di qualsiasi Paese civile, ma che le attuali politiche di Governo mettono a repentaglio. Nel capoluogo regionale sarà presente anche il Coordinamento salentino per l'istruzione pubblica, il quale nei prossimi giorni organizzerà una serie di iniziative volte ad allargare la base della protesta sia a livello studentesco, sia a livello cittadino.
Continuano domani le lezioni all'aperto dei docenti dell'Università del Salento: alle 11 la professoressa Vaccaro, lettrice di lingua inglese alla Facoltà di Lingue, si incontrerà con i suoi studenti in Piazzetta Castromediano, mentre la professoressa Olga Lombardi, docente di Diritto privato, svolgerà le sue due ore di lezione, dalle 9 alle 11, in Piazza Sant'Oronzo.
Molto intensa la giornata di giovedì 6 novembre, vigilia della grande manifestazione regionale:
l alle 15 il professore Ciavolino, docente di Statistica, terrà la sue lezione in Piazza Sant'Oronzo;
l alle 18 sarà proiettato in Aula Magna del palazzo Codacci Pisanelli (ex Ateneo) il film di Matteo Garrone, “Gomorra”, a seguito del quale si terrà un dibattito sulle mafie in preparazione dell'arrivo a Lecce, previsto per sabato, della Carovana antimafia.
Nella mattinata di sabato è previsto, sempre in Aula Magna del Codacci Pisanelli, un incontro-dibattito organizzato da Libera - Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie -, presieduto da Don Luigi Ciotti.
Ufficio stampa Coordinamento per l'Istruzione pubblica no133lecce.blogspot.com Matteo Pagliara 346-1040383; Valeria Pennetta 320-8776045"
manifestazione del 14 Novembre a Roma
"Allo scopo di organizzare il (o i) pullman per la partecipazione allo sciopero nazionale della Ricerca con manifestazione a Roma e' necessario indicare il piu' presto possibile le persone che intendono andare a Roma. L'idea e' quella di un unico pullman per Lecce e Brindisi che raccolga i lavoratori del CNR e dell'Universita' da Lecce e dell'ENEA (e della Cittadella) da Brindisi. Il viaggio e' gratuito per iscritti e non iscritti. Chi non puo' partecipare, ma avrebbe voluto, puo' eventualemte dare un contributo alle spese organizzative.In allegato c'e' una tabella. Indicare il proprio nominativo e un recpito telefonico. Io ho preventivamente prenotato 15 posti, ma temo siano pochi. Fatemi sapere entro dopodomani le vostre intenzioni.Michele"
VR
La Ricerca Calpestata
La Ricerca Calpestata (Piazza Maggiore, Bologna 22-29/11/2008)
"Siamo donne e uomini, siamo giovani e meno giovani, precari, strutturati, ricercatori, tecnici, amministrativi, siamo dipendenti, tempi determinati, borsisti, dottorandi, assegnisti, contrattisti, collaboratori, siamo tutti quelli che in tutti i modi vivono e fanno vivere la ricerca pubblica italiana".
"Una piazza completamente ricoperta dalle nostre facce, e con le nostre facce, dalle nostre storie, dalle nostre passioni e difficoltà, ma anche da tutto quello che potremo raccontare, attraverso materiali divulgativi, banchetti e tutto quello che ci potrà venire in mente del nostro lavoro, del suo fascino e della sua importanza"
Info al link: http://www.laricercacalpestata.it/ alla voce "Facce"
Uno
“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”. (Pablo Neruda)
- antifascismo, + esprit de finesse
Grazie alle ultime opinioni dispensate il picciotto Dell'Utri ci illustra la sua (speriamo) personalissima scala di valori: - antifascimo, + esprit de finesse
A proposito dell informazione in Rai ci sarebbero "ancora dirigenti messi dalla sinistra ... che alimenta una visione negativa della vita". Ci pensa Berlusconi "a diffondere ottimismo". Ma perché qualcosa cambi davvero serve "un nuovo approccio stilistico: le notizie, certo, bisogna darle, sennò si torna al fascismo, ma c'è modo e modo di comunicarle. Magari con conduttori più gradevoli. Al Tg3 ci sono degli anchormen con una faccia un po' gotica, dark. Credo che il direttore del tg dovrebbe mostrare un maggiore 'esprit de finesse' in queste cose. Farle, dirle lo stesso, ma magari con un'altra espressione...".
Oramai il cammino è già stato segnato!
Ma il vulcanico opinionista ha opinioni anche sul concetto di antifascismo, di per sé obsoleto, anche perchè in fondo in fondo "Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato al paese, ed è stato l'unico, un senso di patria non c'era prima e non c'è stato dopo". Inoltre "Mussolini cita spesso le classi deboli e più bisognose. Molti provvedimenti in loro favore e diverse leggi sociali risalgono proprio al famigerato Ventennio".
Cosa dimostra tutto ciò? Che le opinioni a volte schivano il cervello e cercano cammini più contorti!
VR
Tuesday, 4 November 2008
la ricerca chiede aiuto alla regione che chiede aiuto alla ricerca?
L'informazione a difesa della Ricerca
Qualcuno obietta “possiamo sempre comprare la tecnologia esistente all’esterno”. Secondo un mero ragionamento economico, quando non si possiede la competenza per autoprodurre un determinato bene, l’unicità dello stesso e la mancanza di adeguata merce di scambio ne fanno aumentare inevitabilmente il prezzo d’acquisto. O no? In epoca di crisi e recessione, si dovrebbero anzi incrementare gli sforzi e gli investimenti nella Ricerca. Così funziona ovunque, ma non in Italia. C’è qualcosa che non quadra.
Qualcuno dice “dobbiamo contenere le spese e ridurre il debito pubblico”. Sarebbe anche il caso. Ma occorre tagliare laddove gli sprechi risultano eccessivi, i compensi smisurati ed enormemente gonfiati rispetto ai meriti, alla qualità ed alla mole di lavoro svolto, invece di colpire coloro che – non con proprio godimento – risiedono nel limbo, i giovani SFD “Senza Fissa Dimora”, titolari di un contratto a termine, tipico, atipico o anomalo che sia.
Bisogna far presente che la stragrande maggioranza dei precari che operano nella Ricerca hanno accumulato diversi anni di esperienza in settori strategici, sono professionisti altamente qualificati, come testimoniano i risultati prodotti dalla loro attività. Improvvisamente qualche profano (come definirlo?) si affaccia dalla sua nuvola d’oro per dire che i giovani SFD debbano ritenersi in continua formazione. Un giorno potranno spendere la loro esperienza. Così i SFD, pur di poter dare sfogo alla volontà e all’entusiasmo giovanile, sono costretti a tollerare una condizione di perpetua labilità ed insicurezza, senza la possibilità di poter dare giusta continuità ad attività senza dubbio utili all’intera comunità. O no? Ovviamente, non parliamo di programmi di vita personale per non toccare il fondo.
E i cervelli fuggono all’estero, dove ricevono il giusto riconoscimento. Così lasciamo sfuggirci molti validi ricercatori. Altri, altrettanto validi, rimangono a dibattersi nel limbo. Sia benvenuta la mobilità, ma i risultati catastrofici dimostrano che la non-strategia in atto è semplicemente assurda. Logica comanda che se un professionista sulla cui formazione si è investito vale bisognerebbe industriarsi per tenerselo stretto ed incentivarlo. Dicesi fornirgli prospettive di maggiore stabilità e una retribuzione consona. Qualora egli non sia tagliato per la ricerca qualcuno più esperto dovrebbe farglielo notare in partenza. Magari il sistema fosse meritocratico, ma bisognerebbe anche pensare ad un sistema di valutazione adeguato. Il problema è che tutti quanti ci troviamo impelagati in una situazione di paradosso in cui diventa difficile districarsi, ma le conseguenze le pagano i giovani SFD.
Il blocco delle assunzioni ha annullato ogni logica di turnover, desertificando molti laboratori e diverse tematiche di ricerca utile. Chiedere agli esperti. Il progressivo dilagare dei contratti atipici, se da un lato ha consentito di inserire nuove figure nel mondo del lavoro, ha però generato un groviglio la cui soluzione non può essere “la pacchia è finita, mandiamo tutti a casa”. Non sputo nel piatto in cui mangio, ma quale pacchia? I contratti a termine non possono alimentare aspettative di stabilità, ma la situazione vigente è inaccettabile e paradossale, giacché è disonorante e demoralizzante per molti giovani giustamente vogliosi di lavorare ed affermarsi. Giovani lavoratori che hanno una loro dignità e che impegnano energie, idee e tempo per conseguire risultati che possano giovare al benessere comune. Non ci eleviamo a benefattori, ma se viviamo i nostri studi e laboratori non è perché non abbiamo altro da fare…è per adempiere ad un compito. A cosa servono l’innovazione tecnologica, gli esperimenti e i tentativi su cui ci arrovelliamo per mesi o anni? La tecnologia si offre pronta all‘uso sui banconi degli ipermercati, ma la maggioranza della gente ha idea degli studi e degli esperimenti che vi stanno dietro? La qualità della vita e i servizi di cui oggi possiamo fruire sono frutto di lunghe e intense ricerche, esperimenti riusciti e altri falliti.
Tocca a noi diretti interessati far sviluppare una cultura critica nel mondo comune di cui siamo parte. Personalmente lo faccio già e provo grande piacere quando trovo persone che mi chiedono e vogliono capire, a dispetto dell’appartenenza politica, dell’età, della professione. Ovviamente ci sono anche coloro che hanno un opinione opposta, quelli che emettono sentenze senza cognizione di causa, quelli cui non importa, quelli che non sanno a cosa possa tornare utile la ricerca. Perciò, è un dovere informare ed informarsi.
“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”. (Pablo Neruda)
Saturday, 1 November 2008
facciamo vedere la vera maggioranza silenziosa
"Ciao a tutti,
perdonate l'intrusione e la mail collettiva, ma in questo momento di pericolo per il futuro della nazione dobbiamo dare tutti il nostro contributo, così ci ho provato scrivendo un post sul mio blog (http://homodigitalis.delleside.org/articles/2008/10/31/facciamo-vedere-la-vera-maggioranza-silenziosa) in cui suggerisco un modo per far venir fuori la vera maggioranza silenziosa di cui si parla in questi giorni: appendiamo tutti un cartello con su scritto "NO GELMINI", alla fine non passeremo inosservati!
Vi prego di farvi portatori di questa iniziativa e di suggerirla a tutti: striscioni appesi ai balconi, fogli sul cruscotto dell'auto, va bene tutto, l'importante è che si faccia sapere che non ci sta bene quello che stanno facendo alla scuola ed alla ricerca.
Con stima,Domenico Delle Side"
VR
Friday, 31 October 2008
gli anni passano ma...
INTERVISTA Ricerca all'Enea precarietà a vita Una giovane biologa spiega la sua difficile resistenza GUGLIELMO RAGOZZINO Vi è stato un imprevisto alla presentazione del Rapporto Energia e ambiente dell'Enea (Rea). Dopo il presidente dell'Autorità Energia e Gas Alessandro Ortis e prima del ministro per l'Ambiente Altero Matteoli il commissario Paganetto ha dato la parola «per due minuti» a una ragazza bruna, palesemente incinta, che indossava una maglietta rossa, Elena De Luca. L'abbiamo intervistata. Che lavoro fai? Sono una biologa e studio l'effetto dell'inquinamento in agricoltura. Sono da sei anni all'Enea, dopo essermi laureata nel 1998. Dopo un paio di anni di lavoro precario all'Università, ho cominciato a lavorare all'Enea con un assegno di ricerca e poi, dopo interruzioni, con altre forme contrattuali. Quanto guadagni? 1.300 netti al mese. Non è poco, anche se non c'è tredicesima. Per la pensione c'è una gestione separata dell'Inps. Il guaio è la precarietà; non si sa mai cosa avverrà alla scadenza del contratto. Dove lavori? Alla Casaccia, presso Roma, la sede principale delle nostre ricerche. Faccio parte di un gruppo che studia l'ozono e l'ossido di zolfo e inoltre si occupa del compost da rifiuti. Questo interesse dell'Enea per l'agricoltura è antico; esisteva già ai tempi del nucleare. Hai visto che perfino Bush propone di usare i rifiuti agricoli per sostituire il petrolio mediorientale? E' una linea di ricerca possibile, ma è anche demagogica. Bisogna ridurre i rifiuti, non produrne il più possibile per usi alternativi. Anche all'Enea, a Trisaia credo, c'è un gruppo che studia le biomasse per farne combustibile. Noi invece vorremmo restituire al terreno il nostro compost per ridurre l'impoverimento del suolo. Anche il decreto Ronchi metteva al primo posto il recupero. Fare rifiuti «umidi» per bruciarli non è il massimo. Ho saputo che sei stata licenziata mentre aspettavi la tua prima bambina, incinta di sei mesi. Eri già all'Enea? E' stato tra un lavoro all'Enea e l'altro. La nostra vita di precari non è tranquilla. Nell'intermezzo lavoravo come insegnante. E' stata una scuola parificata a farmi fuori. Ma come è possibile? Ero una Cococo non sposata. Una persona da buttare. E allora cosa hai fatto? E' stato quattro anni fa. Al sindacato confederale mi hanno detto che non potevano farci niente. Invece il sindacato di base che ho conosciuto allora, mi ha fatto vincere la vertenza. Quelli che manifestavano qui fuori? Sono forti all'Enea? Un po' più di allora. Ma non siamo riconosciuti: non abbiamo spazi, né una bacheca per attaccare i comunicati. Il «presidio» (fischietti e striscioni all'ingresso, ndr) serviva anche a questo. Lo sai che il contratto è scaduto dal 2002? Quanto si sia forti è difficile dirlo. All'Enea c'è un alto livello di sindacalizzazione. Abbiamo due eletti nella Rsu, alla Casaccia e a Portici. Come ti spieghi che il finanziamento all'Enea sia sceso da 424 a 245 milioni di euro tra il 2000 e il 2004? Agli occhi del mondo l'Enea è una vetrina e un luogo di passaggio per i dirigenti. Un fiore all'occhiello, anche se i fatti parlano un linguaggio diverso. L'età media del personale a tempo indeterminato è di 50 anni, tanti per un sistema di ricerca. Gli ultrasessantenni sono 342. Il personale è formato per metà da amministrativi; dei 600 precari nelle varie e innovative forme adottate, gran parte sono ricercatori: i più fortunati a tempo determinato, gli altri assegnisti di ricerca, quando va bene. Perché ci sono anche i triangolati, che sono affittati da qualche impresa all'Enea e rimangono lì per anni, senza mai entrare nell'organico. Si fa per dire, organico. L'Enea non ha una pianta organica: non si sa cosa facciano i lavoratori, né quanti siano, a fare cosa. Come vedi il futuro? Spiace dirlo perché sarebbe molto importante avere una struttura forte, nella ricerca e nell'innovazione. Invece sembra che si prepari uno smembramento: di qui l'agenzia, di là un'affiliazione al Cnr. Corrono nel frattempo voci strane, come quella di portare a 80 il numero dei dirigenti. Da che ci sono io sono cambiati tre direttori generali e tre presidenti. Ma la linea sembra venire da molto più lontano. Un'ultima domanda: cosa c'era scritto sulla tua maglietta? C'era scritta la mia condizione: «lavoratrice imprecaria».
http://www.precaridellaricerca.org/
manifestazioni anche all'estero
3/11 Sit-in a Bari dei precari della Ricerca e l'Università
LUNEDÌ 3 NOVEMBRE SIT-IN PER INCONTRARE VENDOLA LOMELO E BARBIERI
Mentre sale la protesta nelle Università e negli enti di Ricerca in tutta Italia contro i tagli previsti dal Governo, anche in Puglia le Organizzazioni Sindacali confederali di categoria preparano iniziative in vista dello sciopero generale proclamato per il prossimo 14 novembre, con manifestazione a Roma. Le segreterie regionali FLC CGIL, FIR CISL, FEDERAZIONE CISL UNIVERSITÀ, e UIL PA UR hanno organizzato un sit-in per il prossimo 3 novembre a P.zza Diaz a Bari presso il Lungomare) dalle ore 10,00 alle ore 13,00, per denunciare pubblicamente le ricadute dei tagli e del blocco delle stabilizzazioni dei precari (voluto dal Ministro Brunetta) sul sistema dell'Università e della Ricerca pugliesi. Infatti, sul piano generale la Finanziaria 2009 e gli altri decreti approntati dal Governo prevedono:
• riduzione nella finanziaria 2009 dei Fondi Ordinari alle Università ed agli Enti Pubblici di Ricerca;
• taglio del 10% delle dotazioni organiche entro novembre 2008 (2.500 ricercatori in meno negli organici);
• interventi vessatori sulle malattie, assenze e decurtazione del salario accessorio;
• ritardi nell'emanazione del DPCM sulle stabilizzazioni avviate e non ancora concluse nel 2008 per il settore
Ricerca;
• ritardi nell'avvio e/o nel completamento delle procedure di stabilizzazione negli Atenei pugliesi;
• riduzione del turn-over;
• riduzione delle future assunzioni a tempo determinato e di "lavoro flessibile", così come "impone" l'editto "Brunetta" 133/08.
In sostanza, in Puglia è a rischio la normale attività didattica e di ricerca dei quattro Atenei; e dopo anni di lavoro precario, rischiano di perdere tutto, a un passo dalla stabilizzazione prevista dalle ultime due Finanziarie, 300 lavoratori della Ricerca, distribuiti tra i vari Enti (CNR, INFN, Enea, Istat, CRA, ISPESL E INEA) e 300 lavoratori dell'Università. In queste ultime, poi, sprofondano in un abisso di disperazione centinaia e centinaia di giovani impegnati a vario titolo nella didattica e alla ricerca e che chiedono solo di avere una possibilità per dimostrare il proprio talento. Il taglio dei finanziamenti sulle Università produrrà anche una ricaduta sulle tasse degli studenti, come più volte denunciato dagli stessi Organi Accademici: i risparmi dello Stato si trasformeranno in un ulteriore balzello per le famiglie.
Infine, la prevista trasformazione delle Università in Fondazioni, non tiene conto che esse possono vivere, snaturate, solo se finanziate dai privati; ma la Puglia ha un sistema economico-produttivo soprattutto di piccole e medie imprese, non in grado di sostenere questo processo di trasformazione; per di più è a rischio il carattere pubblico dell'alta formazione così come vuole la Costituzione italiana.
In occasione del sit-in previsto per il 3 novembre p.v. a Bari, le Organizzazioni Sindacali REGIONALI FLC Cgil, FIR Cisl, Cisl Università, e UIL PA UR pugliesi hanno chiesto al Presidente Vendola e agli Assessori Lomelo e Barbieri di essere ricevute in delegazione per rappresentare il forte disagio dei lavoratori dell'Università e della Ricerca, anche per chiedere :
• che vengano poste anche sul piano politico tutte le iniziative per il ritiro dell'emendamento al disegno di legge
1441-quater e dell'art. 37-bis,che annulla il processo di stabilizzazione del personale precario;
• di intervenire presso il Governo Nazionale ed i Ministri interessati per un maggior riequilibrio della presenza
Nord-Centro-Sud degli Enti Pubblici di Ricerca;
• di chiedere al Ministro Gelmini la firma del protocollo regionale del Sistema universitario pugliese, già finanziato
in quota parte dalla Regione Puglia con 25 mln di euro nel trienno 2007/9.
• di sollecitare il CNR e l'ENEA a formalizzare le convenzioni gia' siglate negli anni passati ed impegnare le relative quote di finanziamento, come recentemente accaduto per la regione Lombardia per 40ml euro.
Nuntio vobis gaudium magnum ...
"Anche se le risorse non sono generosissime viene mantenuto il potere d'acquisto", ha aggiunto Brunetta. Le risorse disponibili, ha affermato il ministro, "consentono una dinamica salariale sensibilmente migliore rispetto al settore privato. Con questi chiari di luna, distribuire 6 miliardi di euro è onesto. Libera la Cgil di dire che non bastano. Noi siamo per avere tutti i sindacati alla firma del contratto, se si può. Se non si può si va avanti con chi ci sta"».
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Thursday, 30 October 2008
slogan
piccola nota di cronaca
Buon Ascolto
VR
stangata sulla scuola e sprangate sugli scolari?
Wednesday, 29 October 2008
un minuto di silenzio
Approvato in Senato il dl Gelmini ....
Ringraziano Passera & Colaninno Bros. Nuova divisa per hostess Alitalia: il grembiule?
Confortano le parole della Rag.ra Gelmini: "Si torna alla scuola della serietà e del merito" (ore 11:22).
Ma non finisce qui! L'esplosiva ministra minaccia, ehm....annuncia che ora tocca all'Università. "Entro una settimana presenterò il piano sull'Università".
VR

