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Thursday, 20 November 2008

14/11 Manifestazione Nazionale dei Precari dell'Università, Ricerca e AFAM

i facinorosi fannulloni a spasso per roma.....
Chi volesse godersi il video un po' più vivace deve cliccare QUI

1 comment:

SUD étudiant said...

petizione internazionale per un movimento sociale europeo

Questa è un'iniziativa di studenti e ricercatori italiani e francesi
attivi nel movimento (sindacalisti o membri delle assemblee autonome
contro la legge 133), e vuole in un primo tempo affermare la solidarietà
con gli attuali movimenti europei per organizzare poi sul lungo termine
una collaborazione internazionale per la difesa dei servizi pubblici
dell'istruzione cercando di organizzare un incontro internazionale nei
prossimi mesi.
petizione sostenuta dall'unione SUD étudiant (France)

Lei può firmarlo su
http://www.sud-etudiant.org/article.php3?id_article=1467


PETIZIONE « Non pagheremo noi la vostra crisi ». Per un movimento europeo
(Italiano) Buongiorno,

questa petizione è partita da un'iniziativa di alcuni studenti e giovani
ricercatori francesi e a cui vogliamo dare una dimensione europea.
Vorremmo in un primo tempo raccogliere le firme d'intellettuali e
universitari europei riconosciuto a livello internazionale, poi renderla
pubblica cercando di pubblicarla su giornali italiani e francesi per fare
appello a tutti i cittadini che si sentono coinvolti a firmarla on line su
Internet.

Siamo studenti, dottorandi e ricercatori e vogliamo affermare la nostra
solidarietà con i movimenti sociali dell'istruzione che lottano
attualmente contre la privatizzazione dei servizi pubblici,
dell'istruzione e della ricerca in Europa. Convinti che questa crisi
dell'università non è che uno degli effetti delle politiche neoliberali
legate a scelte politiche internazionali, decidiamo di riprendere lo
slogan delle assemblee italiane : "Non pagheremo noi la vostra crisi !"

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è lo slogan che da ormai più di un
mese riecheggia in tutta Italia. L'onda di protesta dilaga e più di 300
000 manifestanti il 14 novembre hanno ripreso questo slogan che si
rivolge, al di là delle frontiere a tutti i nostri dirigenti. Sono
migliaia di studenti, d'insegnanti e genitori che riflettono e agiscono
collettivamente per un altro sistema educativo. Hanno lanciato l'appello
per uno sciopero generale il 12 dicembre.

« Non pagheremo noi la vostra crisi ! » è il nostro grido di rivolta :

È il grido di coloro che in Italia, Francia, Germania, Spagna rifiutano la
mercificazione dell'istruzione e rifiutano di vedere il loro futuro e
quello dei loro figlio sacrificato dalla distruzione del servizio
pubblico, sola ricchezza di chi non ha niente.

È il grido dei lavoratori, che rifiutano i licenziamenti di massa e le
delocalizzazioni e che lottano ogni giorno per preservare i loro diritti
minacciati dalla legge dei profitti. È il grido di rivolta di coloro che,
con salari e protezioni sociali amputate, si sono indebitati e pagano
quotidianamente, nella miseria e nella precarietà le scelte egoiste dei
nostri dirigenti politici ed economici.

È il grido dei migranti, vittime del razzismo istituzionalizzato, che
rifiutano di essere criminalizzati solo perché cercano, nelle nostre
metropoli occidentali, una vita migliore.

È il grido di tutti coloro che rifiutano che i loro diritti siano
sottomessi alla ragione del più forte capitalista.

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è l'avvertimento di coloro che da
dicembre 1995, dalle fabbriche occupate ai sobborghi, rivendicano
l'uguaglianza e il rispetto in Francia, che dal 2003 si mobilitano in
Germania contro la disoccupazione e l'esclusione... è l'avvertimento che
oggi in Italia, in Spagna, in Germania rimbomba nelle orecchie dei
potenti.

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è anche un altro modo di dire che
non vogliamo più vivere in questa società che ci vuole sacrificare
sull'altare dei profitti. È il nostro modo di porre la questione
dell'uguaglianza reale dei diritti di tutti, uomini e donne, nazionali e
immigrati, lavoratori e disoccupati, cittadini e contadini...

È infine il grido di futuro di tutta una generazione che si alza e decide
di combattere a livello internazionale un sistema economico che fa oggi
prova del suo fallimento. Questi uomini e queste donne non vogliono
sottomettersi alle leggi del mercato, ma accettano la sfida della
globalizzazione per apportare la loro risposta globale.

Sì, un altro mondo è possibile e noi l'inventeremo, perché è ormai una
necessità !

Con questa petizione, lanciamo un appello alla solidarietà internazionale
con gli studenti e lavoratori italiani in lotta contro il decreto Gelmini
e la legge 133.

Un appello alla solidarietà europea e mondiale contro la distruzione dei
servizi pubblici dell'istruzione, bersaglio simbolico delle politiche
neoliberali que vogliono sostituire nelle nostre teste la logica
dell'uguaglianza e della solidarietà con la logica del mercato. Affermiamo
anche noi ai dirigenti mondiali che siamo pronti a tutto per non pagare le
conseguenze delle loro politiche irresponsabili e nefaste. Lanciamo un
appello all'organizzazione della solidarietà internazionale preparandoci a
manifestare la nostra solidarietà con il movimento italiano il prossimo 12
dicembre costruendo dei ponti al di là delle frontiere per costruire un
vero e proprio movimento sociale europeo.

No, non pagheremo noi la vostra crisi !

Questa è un'iniziativa di studenti e ricercatori italiani e francesi
attivi nel movimento (sindacalisti o membri delle assemblee autonome
contro la legge 133), e vuole in un primo tempo affermare la solidarietà
con gli attuali movimenti europei per organizzare poi sul lungo termine
una collaborazione internazionale per la difesa dei servizi pubblici
dell'istruzione cercando di organizzare un incontro internazionale nei
prossimi mesi.

http://www.sud-etudiant.org/article

« Nous ne payerons pas votre crise ! » Pour un mouvement social européen.

« Nous ne payerons pas votre crise » c'est le slogan qui depuis maintenant
plus d'un mois résonne dans toute l'Italie. La vague de contestation
grandit, ils étaient plus de 300 000 le 14 novembre à Rome à reprendre ce
mot d'ordre qui interpelle, au-delà des frontières, nos dirigeants. Ils
sont des milliers, étudiants, enseignants et parents d'élèves à réfléchir
et agir collectivement pour un autre système d'éducation. Ils appellent
dès maintenant à la grève le 12 décembre.

« Nous ne payerons pas votre crise » c'est notre cri de révolte :

C'est le cri de celles et ceux qui, en Italie, en Allemagne, en Espagne et
en France, ne veulent pas que l'éducation devienne une marchandise et qui
refusent de voir leur avenir et celui de leurs enfants sacrifié par la
casse des services publics, la seule richesse de ceux qui n'ont rien.

C'est aussi celui des travailleurs qui refusent les licenciements massifs
et les délocalisations et qui luttent au jour le jour pour préserver leurs
droits menacés par la loi des profits. C'est le cri de révolte de celles
et ceux qui, parce que leurs salaires et leurs protections sociales ont
été amputés par trente ans de politiques néolibérales, se sont endettés et
payent au quotidien, dans la misère et la précarité, les choix égoïstes de
nos dirigeants politiques et économiques.

C'est celui des migrants victimes du racisme institutionnalisé qui
refusent la criminalisation parce qu'ils cherchent, au cœur des métropoles
occidentales, une vie meilleure.

C'est celui de toutes celles et tous ceux qui refusent que leurs droits
soient soumis à la raison du plus fort capitaliste.

« Nous ne payerons pas votre crise » c'est la mise en garde de celles et
ceux qui depuis décembre 1995, des entreprises occupées aux banlieues,
revendiquent l'égalité et le respect en France ; qui depuis 2003 en
Allemagne se mobilisent contre le chômage et les exclusions... C'est la
mise en garde qui aujourd'hui, en Italie, en Espagne, en Allemagne tonne
aux oreilles des puissants.

« Nous ne payerons pas votre crise » c'est aussi une autre manière de dire
que nous ne voulons plus subir ces politiques qui veulent nous sacrifier
sur l'autel des profits. C'est notre façon de poser la question de
l'égalité effective de droits de tous, hommes et femmes, nationaux et
immigrés, travailleurs salariés ou privés d'emploi, citadins et ruraux.

C'est enfin le cri d'avenir de toute une génération qui se lève et décide
de combattre, au niveau international, un système économique qui
aujourd'hui prouve sa faillite. Ces hommes et ces femmes qui ne se
satisfont pas de la soumission aux lois du marché, qui relèvent le défi de
la mondialisation et qui veulent y apporter une réponse globale.

Oui, un autre monde est possible et nous l'inventerons, parce que c'est
maintenant devenu une nécessité !

Par cette pétition nous appelons à la solidarité internationale avec les
étudiants et travailleurs de l'éducation italiens en lutte contre le
décret Gelmini et la loi 133. Nous appelons à la solidarité européenne
contre la casse des services publics d'éducation, cible symbolique des
politiques néolibérales qui visent à substituer, dans nos têtes, la
logique du marché à la logique de l'égalité et de la solidarité. Nous
affirmons nous aussi aux dirigeants internationaux que nous ferons tout
pour ne pas payer les conséquences de leurs politiques irresponsables et
néfastes. Nous appelons à l'organisation de la solidarité internationale
en nous préparant à manifester notre solidarité avec le mouvement italien
le 12 décembre prochain et en jetant des ponts aux delà des frontières
afin de construire un véritable mouvement social européen.

Non, nous ne payerons pas votre crise !

cette initiative est à l'initiative d'étudiants et de jeunes chercheurs
français et italiens, elle vise dans un premier temps a affirmer notre
solidarité avec les mouvements européens en cours puis d'organiser, à plus
long terme, des collaborations internationales en matière de défense des
services publics d'éducation.

Nous collectons d'abord les signatures d'intellectuels et d'universitaires
européens puis nous l'ouvrirons au public d'ici quelques jours.

Pour signer, remplir le formulaire tout en bas de la page (en dessous du
nom des premiers signataires). http://www.sud-etudiant.org/article...